La Storia della Mostra Agricola CampoVerde

Era il 1985 quando a Benito Tomassini, da sempre impegnato nell’organizzazione di eventi pubblici, venne in mente l’idea della mostra agricola. Il primo ad essere coinvolto fu Gianni Cosmi che da subito sposò il progetto che voleva dare lustro a Campoverde.

Poi vennero contattati gli altri che composero il comitato organizzatore della fiera per ben diciannove edizioni, fino a quando, cioè, non ci fu il passaggio di consegne, avvenuto ormai da quasi quattro anni, dello storico comitato alla TRE M srl che, egregiamente, prese in mano tutta l’organizzazione dell’evento fieristico. La prima location della fiera fu la cantina “Colle del Cavaliere”, al tempo chiusa e dismessa, che tornò ad essere operativa a seguito dei lavori che svolse il comitato e, soprattutto, grazie all’interessamento di Bernardo Milioni che convinse il proprietario Plinio Lopez ad autorizzare l’uso della Cantina.
La fiera fu chiamata “Mostra Agricola CampoVerde”, con la “V” volutamente maiuscola per un’idea dell’artista Dino Massarenti che realizzò il marchio. Poi fu la volta del logo, che ancora oggi raffigura il borgo storico di Campoverde, una distesa verde che mira a riprendere il nome del posto oltre a dare un valore agricolo al disegno.

Alcuni anni dopo venne aggiunto l’ultimo particolare, la scritta “Città di Aprilia”, per dare visibilità anche al Comune, che per alcuni anni ha supportato la fiera con un contributo che, sommato ai finanziamenti chiesti dagli organizzatori che offrirono come garanzie i propri stessi immobili, rese possibile la vittoria di questa scommessa.

E la scommessa, infatti, fu vinta. Già dopo le primissime edizioni, l’affluenza e l’interesse verso la fiera videro un incremento notevole.
Il trasferimento della “Mostra Agricola Campoverde” nello spazio attuale è avvenuta nei primi anni Novanta. La Regione aveva deciso di assegnare lo spazio della Cantina “Colle del Cavaliere” alla Co.Pro.Vi, così gli organizzatori individuarono l’ “Area Fiere”, che allora era una cantina sotto sequestro chiamata “Torre del Padiglione”. Di nuovo ci furono grandi lavori ed enormi spese da affrontare per bonificare l’area.

A non far scoraggiare il comitato organizzatore ha contribuito in buona parte il grande successo della Fiera, che andava sempre aumentando in grandezza e prestigio, arricchita da eventi importanti come la Mostra Nazionale della Mucca Maremmana, dalle esibizioni dei butteri e dalla partecipazione di molti esperti del settore e di espositori provenienti da tutto il Paese.